Il vulcano Etna

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«Questo luogo così temibile [...] offre alla vista il più magnifico e straordinario spettacolo. È impossibile trovare le parole adatte per esprimerlo. [...] I campi immensi di lava, le collinette che essa ha formato ammassandosi nel suo lento scorrere [...] le rocce di pozzolana ricche della vegetazione più robusta, più folta, più fresca, più viva nei colori, più varia nelle forme, più profumata, tutto ciò offre allo spettatore il contrasto straordinario fra ciò che vi è di più triste al mondo e al tempo stesso di più piacevole, di più spaventoso e di più affascinante [...] Io me ne stavo così incantato, così affascinato che mi abbandonavo a pensieri strani e a discorsi deliranti». (Jean Houel, Viaggio in Sicilia)

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Macchie di Saponaria nel “deserto lavico”

L’Etna è il vulcano più alto d’Europa e uno trai più attivi al mondo. Lo vedrete sempre fumante e ricoperto dei colori più vari. Solo visitando l’Etna potrete avere idea del suo fortissimo fascino e capire perché sia da sempre luogo di mito, poesia e scienza: luogo dove abitarono Polifemo e il dio Efesto. Poi l’Etna degli studiosi, quella immortalata nei dipinti dei viaggiatori del Grand Tour e quella di coloro che studiano ancora oggi i suoi fenomeni.

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Infine l’Etna croce e delizia di tutti i paesi che abitano le sue pendici, allo stesso tempo temuta e amata, vita e morte: il suo suolo è reso fertile dalla stessa materia che può e che lo ha più volte distrutto. L’ultima devastante eruzione è datata 1669 e scaturì da una bocca poco a nord dell’abitato di Nicolosi. Dopo aver cancellato i centri abitati di Belpasso, Mompilieri, Mascalucia, Camporotondo, S.Pietro Clarenza, Misterbianco e San Giovanni Galermo, nell’arco di mese arrivò a Catania, cambiando profondamente l’assetto urbano della città, basti pensare che il Castello Ursino, allora sul mare, fu circondato dalla lava che spostò il limite costiero di circa mezzo chilometro.

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L’eruzione del 1669 in un’incisione d’epoca

Oggi l’Etna è Patrimonio Unesco ed offre ai suoi visitatori scenari sempre nuovi e affascinanti; i boschi, le valli desolate, le grotte, la neve delle cime; e poi i prodotti che dal vulcano traggono il loro valore di unicità, come l’olio e il vino delle tante cantine che troverete sulle sue pendici.

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La frutta martorana Teste di turco
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