La Festa di Sant’Agata

Catania

Sant'Agata-festa-devoti

Ogni anno, dal 3 al 5 febbraio, Catania festeggia la sua Santa Patrona, Sant’Agata.
Il primo giorno della festa è riservato all’offerta delle candele. Una suggestiva usanza popolare vuole che i ceri donati siano alti o pesanti quanto la persona che chiede la grazia alla Santa. Due carrozze settecentesche e undici “candelore” – grossi ceri rappresentativi delle corporazioni o dei mestieri rivestiti con decorazioni artigianali, puttini in legno dorato, santi e scene del martirio, fiori e bandiere – vengono portate in corteo.
Il 4 febbraio il busto di Sant’Agata, luccicante di oro e di gemme preziose, viene portato in processione lungo le vie della città per l’intera giornata. I devoti indossano il tradizionale “sacco” – un camice votivo di tela bianca lungo fino alla caviglia e stretto in vita da un cordoncino – un berretto di velluto nero, guanti bianchi e sventolano un fazzoletto anch’esso bianco a fitte pieghe.
Infine, la processione riprenderà dal pomeriggio del 5 fino a notte fonda, quando i fuochi d’artificio segnano la chiusura dei festeggiamenti.

Francesco-Guarino,-Martirio-di-Sant’Agata-con-il-taglio-dei-seni-(1637-1640-ca.,-Sant’Agata-Irpina,-chiesa-di-sant’Agata)
La storia del martirio di Sant’Agata cominciò quando venne chiesta in sposa dal console Quinziano. Ai continui no di Agata, il console rispose imprigionandola e sottoponendola a brutali sevizie, come l’estirpazione dei seni. Si racconta che nel carcere Agata fu consolata e medicata da S. Pietro: le ferite allora guarirono e il seno rifiorì. Il console decise così di condannarla al rogo. Durante questo martirio una donna la coprì con il suo velo che non bruciò: è il cosiddetto Velo di Sant’Agata, cui sono legati alcuni miracoli, l’ultimo dei quali del 1887, quando, portato a Nicolosi dall’Arcivescovo Cardinale Dusmet, fermò la lava che minacciava la cittadina.
L’immagine del seno strappato è legata alle cosidette Minnuzze di Sant’Agata: dei dolci di ricotta e pasta frolla che con la loro forma a coppetta e la ciliegia, ricordano i seni della Santa; durante la festa vengono anche consumate le olivette di sant’Agata, palline di marzapane al pistacchio.


La “fera ‘o luni” Le Sarde a “beccafico”
La “fera ‘o luni”
Le Sarde a “beccafico”
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