Location

Villa Zuccaro

Taormina

Villa Zuccaro, sede della nota pizzeria omonima, sorge nel cuore storico di Taormina, a due passi dal Duomo e da Porta Catania. La sua ampia terrazza e l'accessibilità ne fanno un luogo ideale per i gruppi che soggiornano nella città di Taormina o che desiderano visitarla.


Palazzo Asmundo di Gisira

Catania

Nel cuore storico di Catania, incastonato tra le chiese barocche e 'a Piscaria – il colorato mercato del pesce – Palazzo Asmundo di Gisira è un luogo unico e sorprendente che non vi immaginereste di trovare. Un Art Hotel i cui spazi sono allestiti da artisti siciliani contemporanei o con elementi di arredo d'antiquariato e moderni, in un percorso figurativo che intreccia storia, leggenda e mito ad arte, emozioni e sensazioni. L'attico del Palazzo ospita la luminosa ed elegante cucina comunicante con il roof garden: da qui lo sguardo si perde nell'azzurro del cielo, sui tetti e sulle cupole barocche, con un suggestivo scorcio dell'Etna.


Palazzo Pisani Ciancio

Catania

Il palazzo fu costruito dalla famiglia Pisani Ciancio, antica e nobile famiglia di origine francese presente in Sicilia dal XVII secolo.  L'appartamento è un perfetto esempio di stile eclettico siciliano, in particolar modo la sala da ballo con preziosi affreschi del pittore catanese Alessandro Abate. Il palazzo si trova nel cuore del centro storico di Catania e dai suoi balconi è possibile ammirare il Teatro Vincenzo Bellini, uno dei più importanti teatri lirici italiani.


Villa Valguarnera

Bagheria

La Villa della Principessa Valguarnera, posta nelle campagne della Bavaria, nove miglia distante dalla città di Palermo, è una delle più belle e più magnifiche dell’Isola e Regno di Sicilia, non solo per la grandiosità ed ampiezza dell’edifizio ma ancora per l’amenità ed eminenza vantaggiosa del sito (descrizione della Villa Valguarnera, 1785) Villa Valguarnera agli inizi del '700 Villa Valguarnera, da sempre meta e soggiorno di personaggi illustri, è un luogo unico ed esclusivo, con una storia secolare e straordinaria, intensa e affascinante, specchio di un’aristocrazia operosa, innovatrice, cultrice delle arti e promotrice dell’incontro tra le culture. Una storia che la Principessa Alliata racconta sempre con passione ai suoi ospiti. La storia della Villa inizia nel primo ‘700, quando viene costruita secondo lo stile tardo-barocco dell’epoca. I due bracci dell’edificio che racchiudono il cortile d’ingresso sono un chiaro riferimento al colonnato di Bernini di piazza San Pietro a Roma. La composizione della planimetria, volendo rispondere agli interessi culturali dei fondatori, i Principi di Valguarnera, fu ispirata alla simbologia esoterica ed alchemica, come nella forma a “chiave” della successione dei cortili, o nella concezione del percorso della vicina “montagnola”; un percorso che, scandito in sette tappe come le sette fasi della trasformazione alchemica, dal terreno allo spirituale, conduceva alla contemplazione di una statua di Urania, simbolo della raggiunta elevazione. La Villa fu poi modificata secondo il nascente gusto neoclassico da Giovan Battista Vaccarini, autore dei nuovi prospetti e della sala ovale al piano nobile. Le statue, gli affreschi, i fregi, le balaustre in tufo testimoniano l’attento studio simbolico e decorativo realizzato nel tentativo di ricostruire l’Arcadia. L'accesso al cortile principale il prospetto della Villa con il cortile di ispirazione berniniana particolare dello scalone d'ingresso le ex scuderie Nella storia recente della Villa ci sono stati personaggi come il Duca Enrico di Salaparuta, produttore dei famosi Vini Corvo e autore, nel 1930, del primo manuale di cucina vegetariana, o meglio di “gastrosofia naturista”, scritto in un periodo in cui Rudolf Steiner frequentava Villa Valguarnera. C’è stata anche una figura come quella del padre dell’attuale proprietaria, Francesco Alliata di Villafranca, primo, nel 1946, ad effettuare riprese cinematografiche subacquee professionali e produttore, con la Panaria Film, di opere di levatura internazionale, con attori del calibro di Anna Magnani e registi come Jean Renoir. un fotogramma dal documentario Tra Scilla e Cariddi (1948) Anna Magnani in La carrozza d'oro (1952), film che doveva essere diretto da Luchino Visconti e che poi vide la regia di Jean Renoir Nei recenti anni ’70 e ’80 – il periodo più buio nella storia della Villa, allora disabitata – il boss mafioso Bernardo Provenzano aveva eletto a Villa Valguarnera la residenza della sua dorata latitanza, mentre altri suoi sodali si appropriavano di parti del parco per costruirvi le proprie villette abusive. La misura della decadenza? Provenzano teneva i suoi cinghiali in uno dei saloni affrescati del pian terreno… Dagli anni ’90, grazie alle denunce e alla tenacia di Vittoria Alliata di Villafranca, la Villa è tornata nelle mani degli eredi dei fondatori, con il proposito di essere nuovamente centro propulsore di bellezza e conoscenza, contro la barbarie del sopruso e dell’ignoranza. Il video realizzato da Giuseppe Tornatore per Dolce e Gabbana è proprio un tributo alla Principessa Vittoria (interpretata da Sophia Loren) e al coraggioso recupero della Villa. Villa Valguarnera oggi si offre ai suoi ospiti con le splendide stanze e saloni, ricchi di preziosi arredi, affreschi e maioliche d’epoca. Il suo parco storico – a parte la zona ove sorgeva la coffe-house – si conserva ancora in gran parte, composto da un giardino pensile, ricco di specie botaniche rare, un hortus amenus per la coltivazione degli agrumi, degli ulivi e dei fichi d’india, e dalla montagnola, dalla quale è possibile ammirare lo straordinario panorama dei golfi di Palermo e Cefalù. il grande salone ovale del piano nobile, progettato da Vaccarini la sala da pranzo del piano nobile la sala da pranzo del piano nobile la sala da pranzo del piano terra. Qui Provenzano teneva i suoi cinghiali la sala da pranzo privata della Principessa Alliata la cucina del piano terra, usata da Sophia Loren nello spot di Dolce e Gabbana la cucina del piano nobile


Impact Hub

Ortigia, Siracusa

All'interno di un monastero del '700 sorge Impact Hub, progetto di ecosistema collaborativo tra persone e professionisti con competenze diverse che condividono lo spirito d'impresa e l'amore per il territorio. La cucina, con i suoi spazi ampi e luminosi, ricchi di storia, ha il sapore di un luogo antico, vocàto all'operosità ma anche al piacere del cibo e alla convivialità. Impact Hub si trova nel cuore di Ortigia, a due passi dal colorato e vivace mercato alimentare, immersa nel fastoso e abbacinante barocco di Siracusa.


Tenuta Chiuse del Signore

Linguaglossa, Etna est

Un'antico ed elegante casale circondato dalle vigne e immerso nel silenzio del bosco, affacciato su uno spettacolare paesaggio, tra il mare e l'Etna. Ecco un essenziale ma efficace ritratto della Tenuta Chiuse del Signore. La signora Isabella ricorda che nella casa sulla collina, i nonni ed io abbiamo passato tra i giorni più felici della nostra vita, tra gelsi, noccioli, ciliegi, peschi, castagni e pruni. Varcato l'ingresso si aveva la sensazione di entrare in un mondo sospeso: un grande viale di querce e olivi, punteggiato di gigli, un bosco fitto fitto che si lascia attraversare solo da piccoli sentieri, con effetti di luce in chiaroscuro. Al centro il piccolo Castello di Serrantìco... Mi piace che ci sia una cantina che non deve solo produrre buon vino, ma avere anche una storia da raccontare, seguendo il percorso parallelo della vita e degli affetti Il casale al centro della Tenuta è stato ristrutturato rispettando l'architettura originaria, così come sono state mantenute inalterate le caratteristiche del paesaggio etneo, riportando gli antichi vitigni autoctoni allo splendore di un tempo Forse gli Dei che qui abitano da tempi immemorabili, di questo rispetto sono grati


Tenuta del Nanfro

Caltagirone

Già alla fine dell'800 il nonno dei fratelli Lo Certo gestiva uno spaccio di vino a Catania. Con il vino "nel sangue", nel 1989 i fratelli Lo Certo hanno rilevato l'azienda vitivinicola del Nanfro, collocata entro il perimetro della DOCG "Cerasuolo" e sita nel territorio di Caltagirone, città che può raccontare oltre 2000 anni di storia legata alla viticoltura. Il clima temperato e i terreni arenari della zona creano le migliori condizioni per produrre vini fruttati, sapidi e longevi. Tenuta del Nanfro produce vini e olio di rinomata qualità seguendo i principi dell'agricoltura biologica, nel segno del rispetto di antiche tradizioni e della passione per il proprio territorio. La Tenuta, immersa nel silenzio e nei profumi dell'entroterra siciliano, avvolta nella luce mediterranea, si sviluppa su diversi edifici, il più antico dei quali è un ex monastero del XVIII secolo. Dispone di un'ampia cucina e di una spaziosa terrazza affacciata sui vigneti. Per chi volesse soggiornare, sono disponibili alcune camere e una piscina incastonata tra gli ulivi e i vigneti


Società Storica Catanese

Catania

La Società Storica Catanese è una casa-museo all’interno di un palazzo ottocentesco in pieno centro storico. Dai suoi balconi è possibile godere di una vista che spazia da Piazza Duomo fino all'Etna. All’interno ospita una biblioteca con migliaia di volumi – tra cui testi di epoca cinquecentesca – e una eterogenea collezione di vecchie macchine per scrivere, per cucire, busti e cimeli d'ogni sorta; le sue pareti sono colme fino al soffitto di quadri, vecchie foto, stampe e pergamene. Tra i suoi numerosi ambienti trova spazio una rara cucina di fine ottocento, in cui svolgere le nostre classi di cucina e pasticceria.


Cantina Benanti

Viagrande, Etna est

«Alla fine dell'800 Giuseppe Benanti, nonno dell'attuale Giuseppe, avviò la produzione di vini in un antico podere del padre alle pendici dell'Etna, a Viagrande. Nel 1988 Giuseppe Benanti riprende l'antica passione di famiglia iniziando la produzione di vini autoctoni dal gusto unico, capaci di ricreare antichi sapori e di mantenerli intatti nel tempo». Oggi Benanti è una azienda prestigiosa ed i suoi vini sono fra i più premiati dell'Isola. La cantina si trova sul versante sud-est del Vulcano e durante la sua visita è possibile ammirare un maestoso palmento etneo, utilizzato un tempo per la spremitura delle uve, e passeggiare tra le viti centenarie coltivate sul Monte Serra, un vulcanetto spento. Le sale per la degustazione sono accoglienti ed eleganti, ideali per pranzi, cene, cooking class e show cooking rivolti a coloro che desiderano scoprire le eccellenze del territorio, cominciando dai migliori vini della cantina abbinati alle ricette della cucina etnea rivisitata dai nostri chef.


Palazzo Biscari

Catania

Palazzo Biscari, sontuosa  residenza nobiliare catanese, ospita stucchi, affreschi, specchi e e decorazioni di inestimabile valore ed è considerato tra i più importanti palazzi nobiliari siciliani. All'interno è possibile organizzare degustazioni, pranzi e cene di gala i cui menu si rifanno alla quasi scomparsa ma fondamentale e affascinante  tradizione gastronomia che prende il nome di cucina barocca e che fu realizzata da esperti e creativi chef francesi durante il Sette-Ottocento. Una cucina pomposa e sorprendente che metteva assieme le tradizioni gastronomiche siciliane dei secoli precedenti con tecniche ed ingredienti squisitamente francesi. Dopo il terremoto che nel 1693 distrusse quasi interamente la città, Ignazio Paternò Castello III, Principe di Biscari, ottenne il permesso di edificare il nuovo palazzo della famiglia sul terrapieno delle mura cinquecentesche di Carlo V. I lavori dureranno più di un secolo e vi parteciperanno i più grandi architetti, intagliatori e decoratori dell'epoca. Il palazzo raggiunse il massimo splendore con Ignazio V Principe di Biscari, uomo eclettico, appassionato d'arte, di letteratura e soprattutto di archeologia: i viaggiatori del Grand Tour Riesdel e Brydone assistettero di persona ai lavori che, sotto la direzione del Principe, portarono alla luce l'anfiteatro romano di Piazza Stesicoro. Il Palazzo contava circa seicento stanze, ma gli ambienti oggi visitabili comprendono il cortile, alcune sale, il salone delle feste, la galleria e la terrazza sul porto. Nella sala all’ingresso sono custodite le tele settecentesche dello Stato di Biscari, con i suoi estesi vigneti e la fiorente produzione di bachi da seta; quindi si accede alla quadreria, con la preziosa pavimentazione in maiolica policroma, realizzata dai mastri artigiani di Vietri. Il salone centrale, o delle feste, è una sontuosa sala in stile rococò con specchi, stucchi e decorazioni: nella cupola della loggia della musica, Vulcano celebra nel Consiglio degli dèi il trionfo del casato dei Paternò Castello. I musicisti raggiungevano la loggia salendo lungo un'ardimentosa scala a forma "di fiocco di nuvola", come la definì il principe Ignazio. Nelle stanze al primo piano vi è una suite di tre piccole camere, con raffinate boiseries, intarsi, specchi, affreschi, porcellane e cineserie. Le pareti dell'ultima stanza sono rivestite da una boiserie in legno di rosa con intarsi che creano motivi a intrecci di rami e pagode; in fondo si apre una piccola alcova affrescata, su un lato della quale è posta una grande e profonda vasca di marmo dalle alte pareti che fungeva, probabilmente, da fontana interna, creando un angolo rinfrescante.


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